L’ikea è stata una creazione geniale.

A partire dal nome, è tutto un programma. Trovi di tutto, anche quello a cui non avevi pensato. Le luci, la disposizione, i percorsi obbligati: tutto è studiato per il consumatore, per fargli riempire il carrello mentre i bambini si divertono nella vasca delle pallette.

L’ikea è entrata a far parte della mia vita con l’approdo a Milano e da lì si è creata una specie di dipendenza da cui non sono ancora riuscita ad uscire, sopratutto dopo la scoperta delle girelle alla cannella (.. ma questa è un’altra storia). Per mettere su casa con un piccolo budget senza ritrovarti con i mobili di carta, c’è il legno compresso del magico megastore, dove il sabato pomeriggio, solo per trovare parcheggio, hai già speso una buona mezz’ora. Sorvolerei volentieri sulla rissa all’interno del negozio e sul masochismo che spinge ad entrarvi durante il weekend. Ma una volta che sei dentro, anche se non sai il perchè, comprerai e comprerai ancora, ed arriverai in cassa, pagherai ed uscirai con il tuo sacchettone di cartone. Già sulla strada del ritorno inizieranno i sensi di colpa ed i pensieri riguardo l’utilità dei tuoi acquisti.


Peccato sarà troppo tardi.

 

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