Il 22 dicembre 2009 una stordita mi è venuta addosso con la macchina.

Il classico tamponamento: io ferma al semaforo, intorno a noi una Milano sommersa, e quando dico sommersa intendo 15 cm di neve ovunque, un semaforo rosso e le corsie gelate del tram: la simpatica automobilista dietro di me “non mi vede” (come affermerà sulla constatazione amichevole) e mi centra in pieno. Un colpo da 100 punti, a 50 all’ora. Quanto basta per rendere la mia barra posteriore dell’auto piegata a 90° (cit. carrozziere) e la schiena completamente ko. Perfetto direi. Chiamo in ufficio, avviso che per oggi non mi vedranno, passo 7 ore al pronto soccorso e ne esco con il collare, male alla schiena, nausea vomito.. e postumi che non mi sarei mai immaginata. Oggi, a distanza di più di 1 anno ho ancora doloretti vari ed eventuali ai quali si aggiunge una simpatica sensazione di labirintite data dalla cervicale. Vi chiedere come mai vi racconto tutto questo, ebbene il motivo non è il lagnarmi o il mettervi in guardia su ciò che un banalissimo colpo di frusta può regalarvi, ma per una notizia ben diversa:

Il 23 dicembre 2009 ho fatto amicizia con la categoria foulard.

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