Questa settimana della moda milanese aveva tutti i presupposti per essere la migliore di tutte quelle vissute da me fino ad ora, ma in realtà è stata strana. Diversa
Direi quasi assente

Riavvolgiamo il nastro.

No, non starò qui a spiegarvi il come ed il quando degli affari miei, ma tanto per farvi capire la portata di quello che poteva essere vi dico solo che il primo giorno di fashion week avevo gli inviti per 6 sfilate, 7 presentazioni e 2 feste. E non sono andata a nessuno di questi eventi.

Motivi personali vostro onore.
Motivi personali che non starò qui a specificare.

Le cose girano per il blog, nel senso che funziona, vive, genera informazione, attenzione, curiosità. Se scrivo ad un ufficio stampa mi rispondono cortesemente, non tutti, ma la maggior parte. Sarà che io nella vita non credo nel karma ma nella divina provvidenza sì e cerco sempre di guadagnarmi questo famoso posto in paradiso, anche se so che finirò all’inferno con le mie amiche, che almeno ci divertiamo di più. Comunque cerco di fare del bene, od almeno cerco di evitare di fare del male e secondo me le persone, alla fine, lo capiscono. Quelle intelligenti ovviamente. Le altre le lascio a loro stesse. Comunque, sono arrivata a quel livello che gli inviti arrivano, un po’ da soli, come calamitati e non lo dico per vantarmi, tanto a che pro (??) ma per una mera analisi dei fatti. Sono felice, realizzata. Mi sento apprezzata. Avevo un’intervista fighissima saltata poi per motivi contingenti sabato nel backstage di Byblos. Avevo l’invito per feste all’ultimo piano di grattacieli, per presentazioni a numero riservato, per posti seduta davanti alla passerella.

Ed invece, proprio nel momento in cui pensi adesso prendo ferie, mi vesto come piace a me e mi godo la fashion week accade qualcosa nel tuo intorno stretto e le priorità si invertono, si scambiano, si mescolano. E l’invito per la sfilata di Armani, quello di domenica mattina che profuma di buono lo lasci sul comodino, come la merenda con la redazione di Grazia e l’abito luccichino che finalmente aveva il suo momento per balzare fuori dall’armadio.

Lustrini, neve, scatti fotografici. Amici in giro ed una sola sera per vederli tutti, abbracciarli, scattare fotografie insieme. Una sola serata per trucco e parrucco, incontrare persone nuove che ti seguono sui social e sanno chi sei. E poi le immagini che si susseguono su instagram e tu che pensi che la scorsa settimana della moda eri lì anche tu, a correre da una location all’altra, ad aspettare l’ingresso, a sperare nell’inizio senza ritardo che altrimenti ti sballa la giornata. Anche tu combattuta fra l’essere elegante e l’essere pratica, fra il restare fino a tardi al party di Plein o tornare a casa presto per sistemare le fotografie scattate durante le ore diurne. Anche tu infilata in un meccanismo che fino a qualche anno fa ignoravi. E pensare che le sfilate ci sono sempre state, ma tu le ignoravi, le lasciavi fuori dal tuo cerchio ed adesso è come se fosse cambiato tutto.

Non mi sono mancate molte cose di questa settimana della moda. Le corse in primis. I fenomeni da baraccone, le finte amiche che ti si attaccano come cozze per entrare dove vai tu. Quelle che nemmeno sanno chi sei ma si piazzano con prepotenza davanti alla tua reflex nella speranza di essere scattate&pubblicate, dove non è importante. Non mi è mancato il tram che rischia sempre di investire qualcuno in piazza Oberdan. La pioggia, il non sapere mai dove mettere l’ombrello quando entri in una location. I posti seduti senza alcuna visuale sulla passerella, che io dico ma ci vuole tanto a farli a gradoni?! Non mi sono mancati i paradossi, quelli di quelle che tacciano le altre di essere appariscenti e pacchiane e lo fanno avvolte in una giacca di pelo fucsia e gialla rigorosamente con i sandali ai piedi senza calze, della serie teniamo al caldo le tette ma i piedi possono soffire il gelo. Ah, la coerenza. Quella proprio non è pervenuta durante questi giorni. Ho visto fotografi di streetstyle non sapere da che parte girarsi perchè parliamoci sinceramente, persone vestite bene ce n’erano proprio poche. Ma proprio poche. E’ che per molti il concetto di outfit è sfuggevole, forse quasi inarrivabile.

A tutto quello che non mi è mancato, arriva però inesorabile l’elenco delle cose che mi sono mancate, che mi si sono strozzate in gola. I complimenti alle blogger che ammiro per quello che fanno, le foto con le amiche che tengo per me nella maggior parte dei casi. Le feste e quel sapore frivolo e glamour che ti lasciano addosso. Il trucco ed il parrucco perchè siamo tutte femmine che adorano i lustrini. Mi sono mancati gli appuntamenti con le ragazze che vengono da fuori che era tutto un “ci vediamo fra qualche settimana, resto solo pochi giorni“, troppo pochi. Perchè la settimana della moda cambia durata in base al lato dal quale la osservi. Se devi preparare la valigia con gli outfit ti sembra durare un’infinità e di non possedere abbastanza capi da colmare i numerosi cambi d’abito in programma, se devi incontrare/fare/disfare sembra immensamente breve. A me è volata, vista da lontano, da uno schermo che sa di freddo, di intoccabile. Non ho respirato la passerella, non ho vissuto di “adrenalina riflessa” nei backstage. Non ho scattato: quello mi è mancato immensamente. Cercare i dettagli, i punti da mettere a fuoco, impazzire con le luci perchè ogni location ha un’illuminazione diversa dalla precedente e, se la reflex la usi in manuale, è tutto da fare da capo. Mi sono mancate le facce note e quelle che in privato mi hanno scritto “peccato non averti visto” che mi hanno riempito il cuore e lasciato una sensazione di incompleto sulla pelle. Mi è mancata l’atmosfera, perchè se non corri di qui e di là fra le sfilate e gli altri impegni, la settimana della moda la vivi a metà, dilaniata fra il fare tutto di fretta od il fare poco ma bene, con il tempo giusto che ci vuole per bere una spremuta di arancia fresca mentre tocchi con la mano e lo sguardo la nuova collezione pronta ad essere indossata. Mi è mancato tutto, o quasi. O forse nulla. Forse avevo talmente tanto del resto in quei giorni che mi sono dimenticata di guardare i post delle altre, di aggiornare twitter, di stampare il calendario ufficiale della camera della moda. E se domani qualcosa, o qualcuno altro mi riempisse di nuovo i giorni in maniera così profonda? Se non fosse stata una piccola parentesi, ma una condizione che si installa? Se andassi a vivere al mare e chiudessi il blog?

se se se..
mi siete mancati. punto

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