Patinate, di fattura, oppure grezze e piene di imperfezioni

Siamo come pagine da scrivere. Ci diamo agli altri come quaderni di milioni di pagine, lasciando la possibilità a chi incontriamo di scrivere un pezzetto del libro della nostra vita. C’è chi compare per un caffè, chi per qualche anno. Chi arriva e poi scopri restare per sempre. C’è chi incide la superficie senza rispetto, graffiandola, imprimendo sopra qualcosa di non gradito. C’è chi invece tocca la nostra esistenza con un tale garbo che la grafia sembra quella prodotta da una matita piuttosto che da una penna.

C’è chi cerca di strapparci alcuni fogli. Come se portare via un pezzo di noi possa servire a lui per avere un’esistenza più lunga ed appagante. Troppo concentrati sul sottrarre agli altri per accorgersi che perdono solo tempo ed energie che potrebbero impiegare in altro modo.

C’è chi i quaderni li vuole fondere insieme. Farne uno più grande, magari costruendo qualcosa a partire dalla carta per arrivare a materiali tangibili ed indistruttibili. C’è chi si incontra, per caso. Diventa una meteora nella nostra vita a livello temporale ma poi rimane con noi, perché ci insegna qualcosa che non sapevamo prima e diventa fautore di un progetto più grande, come la vita pura.

C’è chi ci fa stare svegli la notte, con la testa che rimbomba di pensieri artefatti che la nostra immaginazione plasma a suo volere. C’ è chi svuota la testa e la libera. La rende leggera e sicura, ricca di certezze e poesia, che ci fa tornare la voglia di scrivere, di emozionarci, di aprire le nostre pagine del libro ad una persona nuova, che il cielo ha messo sul nostro sentiero, per noi.

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