La sensazione del silenzio

In questi giorni sono sommersa dal rumore. I tram sulle rotaie, i telefono che squillano, la frenesia che si impossessa di Milano a fasi alterne e non le da tregua. Sono schiacciata dai clacson, dalle persone che prese dalle loro nevrosi non si accorgono che alzano il tono di voce senza rispetto, senza pensiero. Ho preso l’abitudine di camminare, molto. Distrattamente con le cuffiette bianche nelle orecchie, persa nelle musiche più...

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La famiglia.

Difficialmente parlo della mia famiglia. Figlia unica di due figli unici e senza più i nonni, vivo una formula ridotta all’osso della famiglia. Siamo fuori da qualsiasi indagine di mercato essendo solo in tre e penso talvolta che certe faccende siano talmente private da non scaturire nemmeno l’interesse. Ma oggi il pensiero va proprio alla parola famiglia. Come nucleo, come entità. Come rifugio delle debolezze e ribellione del...

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Il tempismo a volte è fondamentale

Ieri è successo un patatrac. Uno di quelli evitabili facilmente, come quando sai che se la pallina di vetro soffiato da appendere all’albero è fragilissima ma tu la fai cadere con cognizione di causa e poi quando la vedi rotta sul pavimento ti dici che già lo sapevi. Si poteva evitare. Ma a volte quello che puoi evitare magari è necessario che avvenga per poterti sentire libero di agire con passi successivi. Avevo il pensiero da mesi....

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Rincorsa

Quella costante percezione di perdermi i pezzi per strada Di aver dimenticato di sfamare Margot, aver tolto le chiavi nella toppa, acceso la lavatrice, rimboccato le coperte Quella sensazione di frustrazione delle cose lasciate in sospeso, del pc spento prima di terminare il lavoro Biglietti comprati per una nuova destinazione, so quando parto e quando ritorno ma non con chi vado e cosa farò la A volte mi prende la fantasia , di una casa di...

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Ogni tanto ci ricapito

Ogni tanto ci ricapito. Ci ricado. come se inciampassi di nuovo nello stesso paio di scarpe abbandonate due sere fa accanto al divano. Mi ripeto, instancabile, come in un continuo dejavù. Come se trovassi piacere ogni volta a ricadere su quella tavola di parque leggermente sbeccata che mi fa sanguinare il piede. Ci ricado perchè forse il mio inconscio non riesce a vedermi sorpassare quel punto, scegli e mi ci fa inciampare. Cado nella...

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Ci voleva un ipod nano

La musica è entrata a far parte della mia vita seriamente con le prime lezioni di pianoforte. Andavo da una signora anziana con un petrof nero a mezza coda. Stavo da lei due ore, ma suonavo una scarsa. Era tutto posizione della mano, solfeggio, scrittura sul pentagramma e tanti tanti esercizi per allungare l’estensione della spanna che poteva prendere, a suo avviso, un’ottava e tre tasti. Quante prove. Le ricordo bene. Ora prendo...

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→ Chi sono

Se fossi nata renna, sarei stata una sovversiva. Mi sarei ribellata a quel grassone con la barba bianca e non avrei mai collaborato, pacificamente, per la consegna dei regali

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