Non ci sono più i #blogger di una volta

Sabato parto per un mini blog tour. Sto via due giorni. Vado a Berlino, città che mi piace molto, di cui serbo un bel ricordo con me. Spero di tornare con un altrettanto buon ricordo anche se, a pensare ad alcune cose, sono già preoccupata per quello che troverò al mio rientro

Ne parlavo qualche giorno fa a pranzo con un’amica-blogger. Una di quelle che ancora non è stata sporcata da meccanismi stupidi, gelosie e cattiverie. Una di quelle che, con me, si fa quattro risate dopo aver letto alcune conversazioni su facebook.

Facebook.
Proprio facebook. Il più grande social network del nostro tempo, uno strumento ottimo per un sacco di scopi, che può davvero unire persone che si erano perse nei confini del mondo, che permette di realizzare cene delle medie, ritrovare la tua amica del liceo che era partita per l’Australia per amore. Mail, contatti, 7 gradi di separazione con il presidente degli Stati Uniti e poi anche tante tante parole, che cadono nel vuoto della rete per andare a ferire menti e corpi. Ore passate sulle bacheche a sparare una dietro le spalle dell’altra, magari con account finti, creati ad hoc. E non si parla di persone che non incontri mai, ma di persone che incontri, sempre più spesso, in giro, agli eventi, alle sfilate. E quando ti vedono sono abbracci e sorrisi, scattiamo una fotografia insieme?! Dai, siamo amiche. Si, amiche.

Le amiche sono altre. Sono quelle che ti appoggiano, che incuriosite ti ascoltano, che si emozionano con te quando gli racconti che vedi un ragazzo che ti piace. Sono quelle che condividono i momenti della vita: belli o brutti che siano. Che ti invitano a cena quando sanno che sei a pezzi e ti coccolano come sanno far meglio. Sono quelle che hanno sempre un minuto per te e le tue lacrime e che alla sera prima di dormire sperano per te il meglio, sempre e comunque. Sono quelle che ti dicono quello che pensano sul serio, anche se sul momento questo ti fa male. Non sono quelle che ti sparano nella schiena perchè hai fatto un viaggio oltre oceano. Perchè hai più follower su twitter o perchè la tua foto ha preso più like della loro nonostante foste allo stesso evento.

Ho trent’anni e certe dinamiche con tutta franchezza non mi riguardano più. A me di avere la felpa di Kenzo non me ne importa un tubo, nel senso: si ok carina, ma dopo che l’ho vista addosso a più di tre blogger mi sono già stufata. Come per il bauletto di Vuitton, come lo smalto fluo, come il bracciale di Hermes. Sono immune, come se fossi vaccinata. Immune dalle parole in bacheca che però fanno piangere altre persone.

Piangere.
Lo capite il senso di questa parola? C’è gente che “sta a pezzi” per delle parole. Per le invidie, le cattiverie, le insinuazioni. E si, nemmeno a me è piaciuto leggere “chissà con chi è andata a letto per fare quello” ma se sei così sciocca da pensare davvero che io possa andare a letto con qualcuno per volare a Detroit, beh sei sulla cattiva strada.

Bambine che giocano ad essere donne. Che perdono ore su profili non loro a spiare per poi colpire, prendere in trappola. Non si sale in popolarità nè a fare la vittima nè a fare il carnefice. Il mondo è trasparente, e se vali viene fuori, se non vali e scegli i mezzucci, ne paghi le conseguenze, prima o dopo. Se intessi maglie di conoscenze solo per pararti le chiappe e poi non perdi occasione per parlare male di qualcuno appena questo non c’è, ricorda che potrebbero riferirglielo. Se scegli di stare con un ragazzo perchè può aprirti delle porte, ricordati che poi gli sarai sempre in debito. Se certe foto le fai per accelerare il percorso rammenta che al momento in cui tu te ne sarai dimenticata ci sarà qualcuno pronto a ricordartelo, magari mettendole su qualche bacheca, di facebook ovviamente.

E io che, nel 2010, aprii il blog con l’ingenuità di chi voleva fare un diario fotografico on line mi ritrovo oggi con un bombardamento di notifiche su chi ha scritto cosa sulla bacheca di chi.
Ma davvero? siete seri?! No perchè a me sembrate tutti matti, tutti troppo presi da numeri che non contanto nulla, sopratutto se con i tuoi “fan” non interagisci neppure, se parlano una lingua che non conosci.

Le agenzie, i marchi, le digital PR sono davvero così interessate a numeri vuoti? A pagine fan dove l’interazione è creata da un micro gruppo che si è messo d’accordo per interagirsi a vicenda? A persone che non sono in grado di scrivere in italiano corretto? A blogger che non curano la forma e tantomeno la sostanza? A ragazze che aprono i blog solo per ricevere la collezione makeup del tal brand? A ragazze che si spacciano per professioniste e poi fino all’ultimo non hai la certezza se parteciperanno o meno all’evento che organizzi da mesi? E, se vengono, magari nemmeno pubblicano oppure, se lo fanno, lo fanno dopo mesi con quattro informazioni scritte a caso giusto per darti il contentino. Non lo so, non ho ancora compreso. Certi meccanismi sfuggono da mente e dita.

E c’è anche chi, in tempi non sospetti, mi disse “Laura, tu non arriverai mai da nessuna parte, perchè non hai strategia. Non vale un cazzo il tuo blog se non vai a spammare i commenti. Adesso ti spiego: prendi la classifica di bloglovin ed i 100 blog meno seguiti. Tu ogni giorno vai su ciascuno di questi e gli lasci un commento carino con il link al tuo blog. Sta sicura che per ogni 100 blog commentati da te, sul tuo blog almeno 30 blogger tornano a renderti il favore. E vai avanti così, perchè i commenti sono soldi, capisci? Soldi
Non ne afferravo il senso e ho scelto di percorrere un’altra strada. La mia strada era più semplice e pulita (non per questo più facile, beninteso): continuare a leggere solo i blog che piacciono a me, commentare solo quando avevo voglia davvero, lasciare il link del blog solo quando mi andava. Usare facebook per conoscere le persone, i brand emergenti, restare in contatto con persone di cui non posseggo il numero di telefono. Puntare sulla qualità e la varietà, pubblicare tutti i giorni sempre news diverse. Curare le mie fotografie e quelle che vengono pubblicate, scegliere persone valide a cui dare la possibilità di scrivere per theoldnow. Utilizzare il blog per conoscere persone splendide che se dovessi chiudere il blog domani rimarrebbero mie amiche a prescindere. Frequentare luoghi, eventi e situazioni che mi hanno arricchita ma non monetariamente, non sto parlando di questo, mi riferisco alla ricchezza interiore, alla possibilità di svegliarmi in una città diversa dalla mia grazie ad un brand che ha investito sulla mia persona, sul mio modo di comunicare, sui miei lettori.

Il blog è passione, amore per quello che si digita, devozione a volte, per una frase od una fotografia. Non è calcolo, strategia, trincea, spionaggio. A me questi meccanismi non piacciono e ve lo dico subito, io non mi schiero. E’ inutile che mi scrivete in privato su facebook cercando di mettere zizzania fra una e l’altra. E’ inutile che usate whatsApp per creare un’idea su quella tal persona che vi sta antipatica perchè l’idea me la faccio da me.
Sono stanca di classifiche, ripicche e frasi dette a metà.

E se vuoi dirmi qualcosa, si proprio tu. Dimmela in faccia che mi diverto di più che a leggerla. Con affetto. (auto-cit.)

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16 Comments

  1. quoto tutto!
    questo post mi ha colpita e mi lascia un po’ senza parole.. io le distanze da certe cose ho sempre cercato di tenerle e, se possibile, ho fatto altri passi indietro. rimango quindi basita di fronte alla pochezza di altri, all’invidia e all’infamia.
    ma sono felice che ci sia tu che tu non ti fai ingoiare da meccanismi stupidi e inutili e che rimani quella che sei, bella ovunque, soprattutto dentro.

    • Raffaella, non immagini con quanto piacere ho letto il tuo commento e ti ringrazio per averlo pubblicato. Ho deciso di perseguire una strada e continuerò a farlo, in barba a scorrettezze e mezzucci di cui sono sinceramente stanca

      un abbraccio,

      con stima
      Laura

  2. bellissimo post! Non se ne può più di tutte queste polemiche di questi giorni!
    Inizialmente lo stupore di certe notizie aveva catturato anche me, ma ora basta!
    Sembra di stare all’asilo…solo che i bambini non sanno cos’è l’invidia
    e quando hanno lo stesso giocattolo sono contenti, perchè almeno si può giocare insieme..
    invece qui sembra che tutti vogliano lo scettro del blog più seguito, del blog più amato, di quello più visitato e dell’unico blog sulla terra…

    • Cara Anna,
      hai proprio fatto centro. Sembra di stare all’asilo, con la differenza che i bambini sono limpidi e puliti, e non sanno cosa è l’invidia. Qui invece sembra che tutte ne siano munite nemmeno fosse aria da respirare. Io me ne cavo fuori

      grazie per essere passata da qui ed avermi lasciato il tuo pensiero
      Laura

  3. Complimenti, davvero un bel post, ben scritto e che esprime tante riflessioni condivisibili. Non aggiungo altro perché mi trovo d’accordo su tutto!

    Federica

    • grazie Federica,
      sono molto felice di sapere che non sono l’unica a pensarla così. Queste parole mi sono state proprio tirate fuori, come si suol dire “ad un certo punto arriva la goccia che fa traboccare il vaso”

      buona serata,
      Laura

  4. “Il mondo è trasparente e se vali viene fuori”

    Basta solo questa frase per far capire al mondo, appunto, quanto vali tu.
    Sai quanto mi sarebbe piaciuto essere presente a quel pranzo insieme a quell’amica, che come me, come te e come poche altre non siamo “sporchi da meccanismi stupidi, gelosie e cattiverie”.

    Col cuore,
    Giuseppe.

    • Di pranzi così ce ne saranno altri, quando vorrete, ma sempre a piccole cerchie, con le persone che valgono davvero!
      Organizziamo per la prossima settimana :)

      un abbraccio,
      Laura

  5. Non capisco, sono fuori da certi giri, forse è per questo che non capisco.
    Ho letto il post e son rimasta basita, poi ho cominciato a riflettere. Quel che hai descritto è un ufficio, dove nascono gelosie e meschinità.
    La cosa che però mi lascia più perplessa è che nel web non si è in competizione, si può essere una scelta, ma i “preferiti” devono essere tanti, altrimenti a che serve il web?
    E un pugnale nella schiena, in questo mondo, a che serve?
    Mah.
    Mi spiace.

    • Cara Titty,
      condivido con te “si può essere una scelta”

      Purtroppo alcune persone questo non lo hanno capito. Devono diventare prime nelle classifiche di google altrimenti non ci dormono la notte. E va bene che abbiano un obiettivo, per carità, ma ciò non significa che bisogna salire nelle classifiche sparlando delle persone o, peggio, mettendo in giro voci sporche e bugiarde. Credo nelle blogger che salgono nelle classifiche con impegno e dedizione, le altre le lascio su facebook alle loro bacheche.

      Grazie per essere passata di qui,
      Laura

  6. La penso come te. E mi sono rivista in più di un capoverso. Se vuoi ci facciamo quattro chiacchere in privato in merito perchè mi sono cadute le braccia più volte.
    francesca@theglossymag.com

    Mi farebbe veramente piacere!

    Francesca

    • ciao Francesca,
      sono sempre aperta al dialogo e allo scambio costruittivo, quindi accetto molto volentieri!

      Ti scrivo prestissimo,
      Laura

  7. posso solo condividere il tuo pensiero…per fortuna il lavoro mi impegna talmente Tanto che sono riuscita a tirarmi fuori da queste dinamiche anche se in realtà per il mio carattere molto vicino a quello dei bambini certe persone le evito proprio e non le saluto neanche se mi stanno sul cavolo (la cosa che mi fa ridere è che neanche loro lo Fanno e poi alla prima occasione haaa ciaooooo come staii ti ho visto l’altro giorno. *ma vaff*). comunque hai davvero ragione.. il blog, inteso come specchio delle passioni purtroppo non esiste quasi più perché sono tutti troppo legati ai numeri ai follower al n dei commenti. anche a me al tempo era stato detto Se non commenti gli altri blog, se non li seguì se non fai favori se non pubblicizzi per convenienza non sarai seguita. e chissenefrega! io scrivo per me e per chi ha voglia di leggermi indipendentemente da quanto sopra perché voglio che si trovi la passione in ogni parola che scrivo e non un semplice triste tornaconto

    • Ciao Eli,

      con questa frase “perché voglio che si trovi la passione in ogni parola che scrivo” hai detto tutto. Tutto quello attorno a cui ruota un blog fatto con il cuore, come si deve.
      Grazie per essere passata di qui e aver lasciato il tuo pensiero

      un abbraccio,
      Laura

  8. Non potrei essere più d’accordo!
    Io mi sono sempre tenuta molto fuori da tutte queste dinamiche e sono contenta di essermi evitata spettegolamenti e finte amicizie. Sarà che per me l’amicizia è altro, che la vita è altro e proprio non ho mai capito, nè mi sono mai interessate, a queste dinamiche.
    Come hai scritto il blog è una passione, un divertimento aggiungerei, non una battaglia a chi ha più voti!
    Il mio blog non risulterà certo in nessuna classifica, ma mi rende felice e sono contenta di aver conosciuto tramite esso persone adorabili e molto valide!
    Fai piazza pulita di tutta questa gente e vedrai che andrà senz’altro meglio!

    • Ciao Irene,
      purtroppo non sono persone che ho cercato ma che “capitano”
      Anche io però ho conosciuto persone straordinarie grazie al blog, che mi tengo stretta e la cui amicizia coltivo al di là dell’evento, sono le persone che mi danno la carica per andare avanti per la mia strada ogni giorno

      Questo è uno degli aspetti più belli di theoldnow: l’avermi regalato la conoscenza di persone che oggi sono amiche.
      Grazie per essere passata e per aver lasciato il tuo pensiero

      Laura

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Se fossi nata renna, sarei stata una sovversiva. Mi sarei ribellata a quel grassone con la barba bianca e non avrei mai collaborato, pacificamente, per la consegna dei regali

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