Noia, spossatezza, quel senso d’insoddisfazione che si arrampica su per la mia spina dorsale e mi arriva fino alle tempie, mi bombarda il cervello con pensieri che non mi appartengono, fino a sfinirmi
essere entusiasti delle cose, farsi prendere dai progetti, dalle persone, dalla voglia di vivere a volte si va scontrando con tutte quelle persone che frappongono sé, ma, forse, ma non lo so, però se dovesse andare così, ma se poi però, ma se poi,
ma basta dico io !

Parla, sperimenta, lanciati nel vuoto, cosa può accadere nella vita di così traumatico da non fare rischiare le persone e farle nascondere dietro una cortina di sicurezza, illusoria, per cui alla fine è sempre meglio non tentare, non pronunciare, non sbilanciarsi, non essere se stessi a volte per il quieto vivere, per mantenere un equilibrio fatto di paletti invisibili, che forse nella realtà nemmeno esistono

La noia di incontrare qualcuno che è in grado di far scattare dentro di me l’entusiasmo e poi ucciderlo piano piano, con frasi cortesi ma decise, con affermazioni dubbiose che non hanno mai una soluzione, con modi di fare gentili e pacati che si capisce lontano un miglio che non hanno assolutamente una meta definita
E piano piano va scemando l’entusiasmo che riempie il cuore, motiva la testa e dall’ossigeno ai muscoli che si muovono rapidi per andare verso la realizzazione di quella che, in realtà, era solo un’idea fino a pochi minuti prima

Incontrare persone di questo tipo è la peggiore sventura che (mi) può capitare, perché poi vorresti lasciare andare, vorreste abbandonare al loro destino triste e monotono, ma a volte non essere in grado, perché ritiene che siano state proprio loro a farti venire il desiderio di scrivere, di metterti alla prova o semplicemente di tornare a respirare a pieni polmoni e così si rimane come attaccati ad un peso che non sia in grado di abbandonare, salvo fatta l’idea di abbandonare contemporaneamente progetto e persona

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