I giapponesi hanno fatto dell’origami un vero e proprio perno della loro società.

Tutto nasce dalla religione (shintoista) e dalla valenza sacra della carta (tanto che nell’idioma giapponese carta e dei si pronunciano entrambi kami). L’apice poi si ha nel periodo Heian, quando fu istituita la festa delle bambine, indicata successivamente con la festa delle bambole. Storia a parte, questa tecnica è arrivata fino ai nostri giorni, e all’uscita del ristorante dopo una cena a base di sushi, riso e sashimi, mi sono ritrovata davanti ad una fila colorata di preziose creazioni. Che sia un’arte c’è poco da discutere, che sia affascinante è scontato, ma l’idea della fragilità di ciascun elemento ed il fatto che (egoisticamente) non puoi portartene uno a casa mettendotelo in tasca (perchè arriverebbe distrutto) mi lasciano un senso di dispiacere. Per scacciare questo pensiero arrivata a casa, navigo sul web e scopro che si sono appassionate all’arte tantissime persone, anche alcuni italiani, di seguito i link delle creazioni che mi sono piaciute di più:
 
[se ne avete segnalatemele, ormai mi sono incuriosita!!!]
1. autore Satoshi Kamiya
2. autore Marc Kirschenbaum
3. autore Eric Joisel
4. autore Tomoko Fusé
5. autore David Derudas
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