Piango, senza lacrime
Di una sofferenza interiore che non riesce ad uscire.

Come quando ti incaponisci per buttare giù un tozzo di pane, un gusto amaro. Come se le parole ti si strozzassero in gola. Come se tutto quello che di materiale hai intorno fosse invisibile.
Basta un attimo, un gesto, un silenzio. A volte basta solo una parola sbagliata per ferire, per fare male lì dove siamo più fragili. Su quel punto del petto che lasci scoperto perchè l’altro ci veda dentro, e proprio lì arriva il colpo. E magari l’altro nemmeno si è accorto che le sue parole hanno avuto questo risultato. Magari nemmeno si è accorto che girandosi dall’altro lato del letto è come se ti avesse allontanato di chilometri.

A volte basterebbe un abbraccio, un bacio sulla fronte la mattina presto. Una parola azzeccata. A volte basterebbe lasciare agli occhi tanti discorsi, alle braccia il ruolo di avvicinarsi ed alle labbra il compito di baciarsi, e nulla più

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