Eravamo in una calda giornata, senza lavoro e obblighi di nessun tipo
avevo un vestito rosso e tu una camicia con le maniche risvoltate

avevi il passo veloce di chi vuole arrivare a destinazione e non mi perdevi d’occhio
imbarazzati ma sempre vicini
avrebbe potuto incontrarci e salutarci chiunque ma eravamo troppo presi da noi due per accorgerci di altre persone.

Il mio vestito volava, svolazzava nell’aria trasparente.
E lo so tu che lo guardavi, ma sempre senza darlo a vedere

Poi le persone, una massa informe ferma davanti ad un chiosco di gelati e li mi hai presa per mano, per non perdermi. Ed è stata la prima volta, la prima lunghissima volta

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