Arriva una nuova ragazza in ufficio, il cognome è noto ai colleghi.

Inizia il vociare nei corridoi:
“è raccomandata”…
“le risorse umane le hanno dato una spinta”…
“non vale il ruolo che le daranno”…
“era ovvio che venisse a lavorare con il papà”…
“la meritocrazia non conta niente”…

Frasi fatte, banali e scontate. Sensazioni di fastidio, invidia e rammarico. Tutti hanno da dire la loro in merito, anche se non richiesta. Tutti smaniano dalla voglia di ricamare sulla situazione. Voli pindarici fanno capolino nei discorsi, e ormai ci si aspetta di tutto.

Poi l’esito della selezione: le risorse umane la scartano all’ultimo colloquio: conflitto di interesse con il papà/collega. Ironia della sorte, fregata dalla sua stessa raccomandazione

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