La famiglia.

Difficialmente parlo della mia famiglia. Figlia unica di due figli unici e senza più i nonni, vivo una formula ridotta all’osso della famiglia. Siamo fuori da qualsiasi indagine di mercato essendo solo in tre e penso talvolta che certe faccende siano talmente private da non scaturire nemmeno l’interesse.

Ma oggi il pensiero va proprio alla parola famiglia. Come nucleo, come entità. Come rifugio delle debolezze e ribellione del pensiero. Chi vive una sorta di mulino bianco e chi la disprezza e ne rifugge. La felicità in un gruppo di persone che non scegli ma che ti è dato dal destino o dalla sorte o da Dio è un valore raro e prezioso, che va conservato come la fiammella di una candela. Va curato ed alimentato e sopratutto non va mai dato per scontato.
Sarà per l’esempio che ho avuto davanti agli occhi, quel mix di sacrificio e felicità, di lavoro e ludico, di apprendimento e di insegnamento che oggi sono così. Forse ho avuto degli ottimi esempi o forse agisco per contrapposizione. Come quando tua mamma è disordinata e tu diventi la figlia che ordina i libri per colore e grandezza del tomo. Il risultato della propria vita è anche questo: l’incanalamento volontario o meno di quello che gli altri prima di noi ci hanno trasmesso, magari senza nemmeno accorgercene. A volte urlandocelo contro a volte scoprendo che avevamo capito ed appreso senza che loro proferissero parola. L’esempio è fondamentale nella vita, è quella luce a cui vogliamo tendere o dalla quale vogliamo distaccarci. Perchè non tutti sono stati fortunati come me, ma non significa che chi ha perso qualcuno lungo la strada non voglia nessun altro al suo fianco.

Sarà per un milione di motivi che la (mia) mente umana non è in grado di cogliere tutti nella loro sfaccettatura più profonda, sarà che ho avuto due genitori e 4 nonni, nulla di più, sarà per il misto di tutto quello che sono gli altri, ma penso che oggi senza una famiglia sarei meno di quello che sono. E questa consapevolezza me ne fa desiderare una mia, a cui fare da esempio, da sostegno, da consiglio. A cui dedicare tutta quella parte di me che sarebbe pronta a darsi per una nuova vita, unica nel suo genere ma sicura del bene che porterebbe alle sue spalle: il mio.

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Se fossi nata renna, sarei stata una sovversiva. Mi sarei ribellata a quel grassone con la barba bianca e non avrei mai collaborato, pacificamente, per la consegna dei regali

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