Le persone.

Qualche settimana fa si parlava di quelle pessime. Oggi vi parlo di quelle ottime. Poi si, ci sono quelle a metà ma che noia. Non mi va di parlarne di loro

La differenza fra un evento e l’altro, a volte la fa proprio chi è stato invitato. Insomma che sono andata a Torino e di blogger che conoscevo ce n’erano 3. Che seguivo 4 (di cui tre erano quelle di prima). Ma sono stata bene, ma bene che pure del freddo non me ne è importato. Domenica c’era pure il sole e mi sono detta, ma da quanto tempo non stavo così? Non sono riuscita a darmi risposta.

E questo mi ha fatto pensare un po’. Corro frenetica da un posto all’altro, fra lavoro ed eventi. Poi ci si mette la routine quotidiana che cerco di portare avanti fra uno sbuffo e l’altro e mi devo pure sorbire mia mamma che mi sgrida perché la spesa la si fa al supermercato non attaccata a quella-cosa-piatta-che-hai-sempre-in-mano (iPad)
Mi barcameno. Si dice barcameno in italiano?? boh

Comunque sto sempre di corsa, carica di borse, pacchi e promemoria e poi? Poi c’è che mi annoio all’evento tal-dei-tali perché non ho voglia di parlare di blog, visite e di chi ha ricevuto cosa. Sono un po’ stufa di quelle che si lagnano sempre, che non mangiano mai, che ti guardano dall’alto al basso. Che poi basso de che? Che senza tacchi sei più bassa di me ‘A bella!!

Sono stanca di quelle che se la tirano, di quelle che se non hai otto chili di trucco addosso ti danno della sciatta. Di quelle che hanno il fidanzato che resta ai margini, che gioca di sponda, che le gestisce come fossero prodotti da mettere sugli scaffali. Di quelle che la sanno sempre loro e poi non sanno nemmeno che i gomiti sul tavolo vanno evitati. Di quelle che fanno le sofisticate e poi non sanno parlare. Meglio tacere a volte. Passare sotto silenzio persone e situazioni. Porre nel dimenticatoio boccucce da gallina e schiene curve.

Poi incontri persone fresche, grintose e piene di energia e ti chiedi perché è così raro trovarle. Ti domandi dove sono rimaste fino ad ora? O forse sono io che non sono uscita all’aperto. Eppure i fiori erano li, nei giardini, appesi ai balconi, in bella mostra. Bastava alzare lo sguardo, girare la nuca per stare bene. Bastava un frecciarossa per lasciare alle mie spalle il grigio di alcune blogger per trovare la luce di altre. Sarà che ci sono anche persone semplici dietro ai www, sarà che non vivere in una grande città ti preserva dai meccanismi di rivalità. Sarà che chi ama i fiori, la creatività, i viaggi, le cose belle, i cesti di vimini, le decorazioni natalizie, le torte e le fotografie all’aria aperta non può essere incattivito contro tutto&tutti. Sarebbe contro natura.

Ecco, parlo a voi PR ed agenzie:
Che ne pensate se al posto dei numeri, magari ottenuti con dubbi metodi, non ci si focalizzasse sulle persone, su quello che trasmettono qualcosa di concreto e trasparente e come lo fanno? Io credo che sarei più felice dopo alcuni eventi, andrei a cena più spesso con le altre blogger (lunedì per esempio ho fatto una cenetta super :) ) e non farei così fatica a sopportare persone che hanno l’unico obiettivo di emergere schiacciando gli altri con i loro blablabla

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