Scappo, come una ladra.
Da una vita come se non la sentissi più mia.

Fuggo, nel buio.
Nel vortice scuro dei sensi di colpa, delle parole rimaste in gola, dei quadri da appendere

Non sono facile. Non mi sento audace in questo momento in cui dovrei prendere e cambiare tutto.

Sto li a metà. A guardare i giorni che si prendono la vita. Ad ammirare tramonti da sola. A respirare aria appena posso, come se fosse energia pura che entra dentro di me. Il corpo non riesce a stare dietro alla mente, soffre di dolori nuovi, di fastidi e di piacere come la prima volta. Certe cose non si imparano mai, ogni volta è come se le affrontassimo da principio.

Due parole sussurrate nell’ombra e si riparte. Ci si divide di nuovo

Faccio colazione da sola, con una musica dai bassi troppo alti, mentre le persone intorno a me intontite da questa mattina che ha il sapore del lunedì, come delle macchine ripetono i loro gesti quotidiani senza proferire parola. Senza guardarsi, come se non fosse necessario. Come se non fosse bello specchiarsi negli occhi della persona che siede davanti a noi.

Anestesia totale, bassi in cuffia e fuori una pallida luce si affaccia. Fa capolino sordidamente.
Prendo il tram e ricomincio. Ricomincio ad avere fiducia. A pensare alla vita, a due.

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