Non mi sono mai persa in grandi parole. In grandi discorsi. Si perde solo molto tempo che potrebbe essere
speso in altro modo. Si consumano energie che sono più consone sotto altro utilizzo. Penso che i fatti, da qualunque punto tu li guardi, siano più “pesanti” delle sillabe consecutive. Che dire ti voglio bene fa venire il sorriso sul viso a chi lo riceve, ma la gioia vera la si prova solo quando il sentimento si percepisce attraverso i gesti.

Ho cercato di uscire dal mio guscio, andare incontro alle persone. Ho provato ad apprendere quanto sia importante a volte un bacio, e non parlo del primo bacio, ma di uno qualunque in un giorno qualsiasi. Quel giorno in cui ci sentiamo abbandonati, soli, con il morale che sfiora il suolo. Quel giorno che inanelliamo una serie di eventi spiacevoli, circostanze deprimenti. E non abbiamo nemmeno voglia di parlare, spiegare, illustrare e metterci a nudo. Vorremo solo arrivare a casa e farci accogliere da un abbraccio, da uno sguardo pulito che ci fa sentire bene, senza se e senza ma. Come di notte, prima di dormire, quel bacio che chiude la giornata, che sarà banale forse, scontato al contempo, ma così carico di un significato privato ed emotivo, come quello di chiudere insieme la giornata con un gesto che appartiene solo a due persone, solo a noi due. Così al mattino, prima che le cose da fare si prendano lo spazio del pensiero, prima che la colazione diventi la priorità.

A volte basterebbe una mano che prende l’altra. Un piede che sotto le coperte va a cercare il suo simile. Un bacio a stampo, sulla fronte, carico di quella tenerezza di cui poche persone sono ricche.

Due parole, ti amo. Tre parole, ti voglio bene. Mille baci a comunicare entrambe le cose. Nulla di tutto questo a lasciare vuoto, dubbi ed incertezze.
D’altronde la vita è fatta di scelte, che si riversano sugli altri.

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