Il mio pensiero arriva dopo fiumi di inchiostro ma essere al mare non significa dissociarsi dalla realtà, da quello che succede, nella politica come nello sport.

Medaglie e vittorie, grandi delusioni sportive da questo nuoto in cui tanto abbiamo creduto. L’olimpiade, i record ed i tweet che si moltiplicano. Questa manifestazione sportiva a Londra che tiene incollati alla tv milioni di persone in tutto il mondo. E poi la brutta notizia, del giovane biondo e perfetto che cade, sbaglia e piomba nel buio.

Non starò qui a giustificarlo perché sarebbe sciocco ed inutile. Non starò qui a dire che lo hanno obbligato, convinto etc.. Perché, anche se domani si dovesse scoprire che la roba gliela hanno fornita altre persone il primo a sbagliare resta sempre e comunque lui.

Dirò solo che a 28 anni non si è ancora uomini. La pressione psicologica è forte, le aspettative molteplici. Si è fragili ma davanti a tutti, genitori compresi, si fa quelli forti senza paura. Abituati a far pensare gli altri che si è i migliori, si resta schiacciati proprio da quello che facciamo pensare alle altre persone.
Fermarsi può sembrare sinonimo di sprecare: talento, allenamento o fortuna. Fama e gloria non tanto per chi fa la fatica di compiere l’impresa ma per tutti quelli che girano intorno. La delusione diventa piu grande e piu forte di quello la vittoria avrebbe potuto fare e così tutti ne parlano, tutti puntano il dito ed accusano.

Ha perso tutto e forse quello che sfugge ai piu è che probabilmente questo era l’unico modo per liberarsi di questo peso, della fatica fatta per la testa e non per il cuore. Per gli allenamenti e il ritmo di una vita che non voleva piu.

Ora quella vita non esisterà piu e io penso che lui ne sarà felice, anche se la sua debolezza lo ha portato a perderla nel modo peggiore.

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