Leggerezza di piume. Colori, luce. Quel sottile incanto in grado di staccare la realtà dalla sua patina concreta e lucente, per renderla trasparente ed opaca. Un passo solo ed unico indietro, come quando il pittore, ad opera conclusa, si allontana dalla stessa di quei pochi metri che gli consentono di vederne l’insieme.
Così, retrocedendo metaforicamente, distaccando il mio corpo dall’io tangibile, a favore di uno spettro visivo più ampio ed eterogeneo, le forme si concretizzano e gli obiettivi lontani si fanno nitidi in questo paesaggio che ho dinanzi. Come se il buio fosse stato contrastato senza tentennamento dal nero della notte. La luce si fa forte, che le fessure degli occhietti si assottigliano. Il viso si piega come a voler difendere la vista dal sole caldo. E’ magia razionale, è geometria figurativa

Le parole acquistano leggiadria mentre le penso nella mia testa. Ci siamo. Forse il senso delle cose è proprio questo: riuscire anche solo per un momento, a vedersi da fuori. Con quella lucidità tipica di chi sta lavorando concentrato sul tratto che la penna deve percorrere. Con quel senso critico che siamo inclini ad avere maggiormente verso gli altri, piuttosto che a noi stessi. Con quella tenerezza verso i gesti che ci prende innata davanti a un bambino che affronta la vita nel suo inizio

Share if you like! :)
Pinterest Twitter Facebook Posterous Email