Le donne e la carta. Sembra non abbiano nulla in comune ed invece a me sembrano così vicine, così simili. La carta è fragile, va conservata con cura perchè non si rovini, perchè l’umidità non la ingiallisca e la polvere non la annerisca. E’ un mondo da scrivere, colorare, disegnare come quello che c’è nella testa e nel cuore di ogni donna. Perchè noi donne siamo nate multitasking, sempre pronte a prenderci carico di tutto e portare avanti tutto nello stesso tempo con il medesimo impegno. Non ci accontentiamo certo del disegno in bianco e nero. Lo vogliamo con i colori, con le persone, con tutto quello che attraversa anche solo per caso la nostra vita. Siamo nate complesse, sarà per questo che a volte l’altra metà del mondo non riesce a starci dietro. Vedono in noi una superficie e pensano “ok, ce la posso fare, non sembra difficile”, ma poi si perdono nelle mille pieghe che la carta riesce a fare, come le sfumature che il nostro carattere riesce ad assumere. Si perdono un po’, senza nemmeno accorgersene. Sarà forse per questo che siamo curiose per loro, che destiamo il loro interesse.

E poi tu ci guardi e pensi alla fragilità, ma se ti metti di traverso siamo anche in grado di fare male, di tagliare e far sanguinare. Siamo cattive, sopratutto fra di noi, più che con gli altri. Ci odiamo quando sbagliamo e difficilmente impariamo a perdonarci, ma d’altronde non si può andare contro alla propria natura troppo e per troppo tempo. Alcuni uomini si dannano per capire cosa si nasconde dientro ai nostri “niente”, altri pensano che “niente” significhi davvero “nulla”. Non è colpa loro, forse siamo noi che a volte invece di piegarci e cercare di diventare 3D dovremmo impegnarci per stendere le nostre braccia ed eliminare le pieghe dove si nascondono dubbi e paure, pensieri e preoccupazioni, tutti i “ma..”. Distendere le nostre braccia e lasciarci leggere, proprio come un libro di carta

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