.. andare via.
Chiudere casa, recuperare quella sacca morbida che si porta sulla spalla senza fatica, metterla nel bagagliaio. Chiuderlo con un gesto deciso e mettere in moto. Basta un burro di cacao, qualche maglietta comoda da indossare sotto il maglione ampio ed avvolgente. Un parka con il cappuccio e gli occhiali da sole. Una macchina fotografica per immortalare l’alba e la voglia di stare fuori, anche se al freddo, anche se da soli.

.. arrivare a casa e trovare lui.
Al quale non serve che parli, che spieghi la tua pessima giornata. Che non ha bisogno di parole per capire le tue lacrime trattenute. Lui, che ti abbraccia e ti fa capire che il mondo è rimasto fuori, che dentro c’è solo l’affetto che ti aspettava.

.. imparare.
.. uscire.
.. stare in casa.
.. piangere.
.. lavorare.
.. riposare.
.. leggere.
.. ascoltare.
.. confrontarsi.
.. scrivere.
.. dissetarti.
.. respirare.
.. ridere.

.. vivere.
Una situazione, una giornata, un amore, un viaggio. Sentirsi travolgere dall’emozione, da quello stare bene fatto di sorrisi. Di quell’aria che entra dentro di noi per arrivare al cervello, riattivarlo e sparire, come un pizzicotto ma più lieve. Come una scossa ma meno invasiva. Come il primo morso dell’albicocca che ti terrà compagnia tutta l’estate. Come il primo bacio, dato per gioco. Come il suo braccio, con il quale ti avvolge un secondo prima di addormentarsi.

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