Energia e sorrisi. Scommetto che tutti quelli che ne scrivono e ne scriveranno lo ricorderanno così
Perché lui era questo. Non posso dire di conoscerlo di persona, non posso dire di averci lavorato insieme o di sapere cose di lui che nessuno sa.

Ma l’ho percepito, respirato nell’aria. Come quando sei in montagna d’inverno e respiri l’aria gelida, e lo senti il brivido che ti entra dentro, fino alla testa. Lui era così: c’era ma non lo vedevi. Capivi che era una fonte inesauribile di novità, di curiosità. E giocava con gli altri, si divertiva. Sembrava aver trovato il giusto senso del vivere, a metà fra il dovere e il piacere. Non lo dico perché me lo ha detto lui o qualcun altro, lo dico perché era quello che mi trasmetteva. Saltava tutte le barriere e ti conosceva, sapeva cosa volevi e come.

L’ultima volta che l’ho visto l’ho incontrato in Germania nemmeno 10 giorni fa, con il suo zaino rosso della Ducati sulle spalle e la voglia di percorrere i sentieri nei boschi a bordo di un’auto che eravamo andati li a provare. Stesso weekend, stesso luogo. Le coincidenze. Pochi ma buoni avevamo fatto gruppo, poi si sa gli italiani all’estero si uniscono sempre fra di loro. Qualche parola e tante risate. Finita la conferenza stampa avevamo anche giocato a farci le foto in uno specchio e mentre io cercavo di mettere a fuoco lui dietro di me che se la ballicchiava ridendo. Abbiamo parlato di Paola, di quanta energia ha sempre con sé, di quella luce negli occhi che ogni giorno che la incontri le vedi in viso. Lui mi diceva “Beh ma Paola è fantastica, io sarò anche di parte perché la amo tantissimo, ma lei è proprio brava” e gli brillavano gli occhi anche a lui, e lo diceva fra l’orgoglio e la dolcezza. E ho pensato per un attimo che è il sogno di qualunque donna che il tuo uomo parli di te così a chilometri e chilometri di distanza.
A cena si scherzava “ah ma tu sei il marito di cipolla” e lui si prendeva in giro. Abbiamo parlato delle sue figlie, delle scelte che i giovani fanno ora, della determinazione che non deve mancare. Della vita che ti unisce e ti divide, che ti fa incontrare. “Ho visto che hai pubblicato la foto, brava, sei una bulletta brava” mi aveva detto ridendo e poi aveva aggiunto “ma quindi ora tutte le fashion blogger inizieranno a seguirmi??”.

L’ultimo ricordo ce l’ho all’aeroporto di Monaco, a pranzo, dove si parlava di blogger, web e blogfest. Il web, questo magico mondo impalpabile che avvicina le persone, che le fa entrare nella tua vita attraverso una TL e poi ti rendi conto che la vita reale si interseca con quella sui social. Poi è stato tutto veloce, il checkin, il “ti copio il the e lo prendo anche io” e il volo su Milano. Saluti fugaci: “tanto ci vediamo al prossimo evento”. E poi la vita si porta via un pezzo di te.

#ciaoFunkySurfer

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