Sarà questo caldo che mi flagella, che mi toglie le energie, che mi entra sotto la pelle e mi addormenta ogni spirito. Sarà quella voglia di silenzio che solo di notte trova il suo sfogo davvero. Sarà che il centro del mio mondo si è spostato e non mi sono nemmeno resa conto di quando e come lo ha fatto. Sarà che il pianto ha lasciato spazio alla spossatezza, a quella sensazione di vuoto e di parole che vorticano rapide nella testa e che non riesco a scalzare.
Sarà per gli abbracci che troppe volte mancano e che invece basterebbero per scacciare via le più torbide paranoie, che poi non sai se sono frutto della testa o del cuore. O più semplicemente della paura di sapere di non essere abbastanza.

di non essere abbastanza
per dirmi “ti amo”
per essere abbracciata quando la fragilità si impossessa della virtù e mi annebbia il cervello
per essere il centro della vita di un’altra persona
per essere la donna che vorresti sposare

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