Il bello.

La definizione di bello credo abbia tediato studiosi, ricercatori, filosofi, poeti, ed infine.. persone normali. Che cosa è bello davvero? Un quadro, un mobile, un programma televisivo? O forse un tramonto, un viaggio dall’altra parte del mondo, un incontro.

Forse andiamo ricercando il bello delle cose grandi e non ci accorgiamo del bello delle cose piccole. Un paio di occhiali da sole, il ron ron del gatto che fa le fusa sul divano, i colori del cielo, la sensazione che l’aria lascia sulla pelle del viso quando esci all’aperto

Andiamo a cercare cose raggiungibili: camminare sulla luna, scovare nuove forme di vita, inventarci ciò che l’uomo non ha ancora inventato. Vogliamo essere i primi, i migliori, i più accattivanti. Ma serve davvero a qualcosa tutto questo sforzo?
A volte basterebbe essere se stessi, togliersi le sovrastrutture, dimenticarsi di etichette, ruoli, numeri e prendere ciascun minuto della propria giornata così, lasciando che il tempo scorra senza che noi ce ne accorgiamo. Lasciarsi sorprendere dalle 6:30 che arrivano così rapide che noi non ci avevamo nemmeno fatto caso.

Le cose piccole sono le migliori, perché sono quelle che ti lasciano la sensazione di serenità più a lungo. Sono quelle che restano così nel tempo, che si riscoprono con pazienza, che si manifestano con quel mezzo sorriso sul viso di cui tu non ti accorgi nemmeno.

Sono quelle che alla fine della giornata ti fanno sentire su una nuvola, che ti svuotano la mente, che ti lasciano addosso solo due desideri: uno ovviamente è quello di ripeterle, l’altro è quello che, se hai vissuto questa “cosa piccola” con qualcuno, questo abbia la stessa sensazione che tu hai addosso.
E quando ti rendi conto che è così, beh, a quel punto è come stare su una spiaggia di bora bora

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