Come si fa a stabilire quale è la giusta misura fra pubblico e privato? Come si fa nel momento in cui uno è on line e l’altro è off line a stabilire quale è la giusta via di mezzo?

Quando ho scelto di stare on line, di essere presente sui social e di mettere la mia faccia dietro a tutte le cose che faccio, ho fatto una scelta personale. Una scelta che alludeva solo alla mia privacy, al mio modo di vivere le cose, al mio blog. Mi ero ripromessa di scrivere e menzionare solo brand e blogger, di non rendere pubblico null’altro. Poi i mesi sono trascorsi e sono andata a trovare i miei genitori al mare e mi sono geolocalizzata a Varazze. Poi sono andata ad una festa e con l’autoscatto mi sono immortalata vicino alla mia amica che non sa come funziona twitter ma è su facebook e ci siamo taggate. Poi sono andata in vacanza e ho scritto on line che mi mancava il mio ragazzo. E via dicendo, il pubblico ed il privato si sono mescolati, come se fosse naturale. Come se non si potesse farne a meno. Mi sono baciata on line, ho scritto che mi mancava un’amica menzionandola e via così. Ho fatto checkin nei locali che adoro e condiviso on line gli ultimi acquisti. Ho parlato di me, in senso lato, di quello che faccio ora e di quello che ho fatto prima. Ho ripercorso momenti, tappe, amicizie e tutto questo restando me stessa, fino al punto da non separare più in modo netto una vita dall’altra.

Poi un sabato mattina mi sono ritrovata su facebook a leggere le mail e mi sono resa conto, come in un flash, di aver condiviso troppo della mia vita privata. L’account del blog contava 4850 amici circa e io ne conoscevo personalmente un decimo. Ma loro – potenzialmente – sapevano un sacco di cose di me. Lì ho fatto una seconda scelta, cioè quella di portare avanti la mia prima scelta e lasciare fuori da questa condivisione l’altra persona e tutte le persone che mi vogliono bene pur non essendo parte di questo mondo virtuale. D’altronde la scelta la potevo fare per me, non per gli altri. Non era giusto, non era un mio diritto.

Ho così evitato foto insieme, geolocalizzazioni sincronizzate e via dicendo. Mesi dopo sono andata ad un evento e mi hanno chiesto se ero single. Mi ha fatto sorridere. Ho sorriso perchè qualcuno si era accorto che non poteva più farsi gli affari miei. E questo mi ha fatto sentire come una persona che ha agito bene. Da lì sono passati altri mesi.

Ma dato che siete curiosi, oggi, solo per oggi, ve lo dico: sono felice e vorrei urlarlo al mondo che lui è speciale. Che sa farmi stare bene, che mi fa pensare all’amore come non facevo da tempo. Anche a me in certi momenti piacerebbe scattare e pubblicare, rendere pubblico qualcosa che si sa e non si sa, ma non lo faccio. Per rispetto a lui. Per rispetto a noi

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