Il blog sta diventando un lavoro. No, non sto parlando di questo blog, ma di quell’altro.
E lo amo, ogni giorno. Le cose belle a volte capitano per caso, per fortuna vuoi o per un semplice “dai proviamo“. E poi ti ritrovi dopo due anni con varie rubriche, una lista di inviti ad eventi che manco la regina Elisabetta, cv che arrivano da ogni dove, contatti nuovi e vecchi che chiedono pubblicazione, lettori che ti mandano mail dolcissime e piene di incoraggiamento! Bello, figo, ciao!

Ed allo stesso tempo amo l’altro mio lavoro, quello che mi autorizza ad indossare la camicia tutti i giorni senza sentirmi banale, che mi fa respirare le vie di Milano, mi fa sbucare con la metropolitana davanti al Duomo. Quello che mi fa sentire importante, realizzata e con uno stipendio fisso ed un indeterminato davanti al contratto che mi rende lecito pensare di aver un futuro da costruire giorno per giorno. Quello dove le persone sembrano avermi accettata per quello che valgo, per quello che sono, per i miei studi e per l’impegno profuso ogni giorno. Meritocrazia. Che parola bellissima! che si sposa con responsabilità, investimenti e costanza!

Sono fortunata, lo so e me lo ripeto tutti i giorni. Volevo attaccare pure una scritta sulla porta di casa, lato interno, da leggere ogni volta che la sto per varcare verso il mondo esterno. Poche parole della serie “Sorridi che sei fortunata”
Ma tanto basta il gesto dell’abbottonarsi la camicia, ogni giorno, per ricordarmelo e farmi sorridere davanti all’armadio

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