Quando ottieni ciò che vuoi, magicamente questo perde di significato.

Si, lo so. Sono viziata ed irriverente. Sono fastidiosa e lagnosa. Ma sono anche quella che si fissa su una cosa e tiene duro fino a che non la ottiene, non importa quanto tempo, e quanta fatica ci vorranno. In un modo o nell’altro trovo il modo di raggiungere il mio obiettivo: sognavo di andare al lavoro a piedi e ora posso: disto dall’ufficio solo tre fermate di metrò, equivalenti a circa 15 minuti di passeggiata sostenuta. E cosa mi succede? Mi manca il traffico. Si, sono matta con altissima probabilità, ma mi manca. Che posso farci? Il sano traffico che ti fa sbirciare nella macchina a fianco, che ti costringe a sentire la radio e ti informa di ciò che avviene nel mondo mentre tu sei li passivo che pensi ai fatti tuoi. Quello in cui resti incastrato mentre fuori c’è il diluvio universale e ti senti al caldo, protetto e sopratutto perfettamente asciutto. Quello che ti permette di fare benzina e rientrare in corsia senza aver perso nessuna posizione. Adoro cantare in macchina, e quando sei fermo a metà circonvallazione, con i motorini che non riescono ad andare nè avanti nè indietro, ti senti padrone dei tuoi cd, li puoi scegliere e cambiare fra un semaforo e l’altro.

Mi manca il traffico che ti fa sentire come un centuaro alla guida, tanto di limiti di velocità da infrangere non ce ne sono… Sei fermo


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